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2.2.06

Munich

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Dopo la parziale delusione (tutta mia, forse) de La Guerra dei Mondi Spielberg mi sputa un ricco e sano film di genere. Spettacolo per gli occhi e gioia per il cuore. Questo film è tutto questo ed anche di più. Ambientato nei primi anni 70, subito dopo la strage israeliana avvenuta a Monaco durante le olimpiadi, Munich racconta la storia della squadra di servizi segreti (israeliani, per l'appunto) chiamata ad eliminare i responsabili degli omicidi perpetrati in terra tedesca. Tra flashbacks e filmati d'epoca Spielberg non concede tregua allo spettatore, bombardandolo continuamente con un montaggio serrato e dei movimenti di macchina da togliere il fiato. La sceneggiatura di Tony Kushner ed Eric Roth, seppur con qualche sbavatura, è buonissima e trasmette la giusta dose di tensione ed angoscia di chi quelle situazioni deve averle vissute davvero. Ottima prova anche per il gruppo di attori (se fosse stato per me avrei però evitato la scelta di Eric Bana, tra l'altro doppiato malissimo). Geoffrey Rush, per quanto in una parte minore, è fondamentalmente superbo. Un plauso alle scenografie ricchissime di dettagli spesso piacevoli (la locandina cinematografica con Laura Antonelli, ad esempio) ed ai costumi di Joanna Johnston. Su tutto svetta però l'eccellente fotografia volutamente sporca (ma perchè non è stato nominato agli Oscar?) di Janusz Kaminski, ormai da un bel po' fidato collaboratore di Spielberg. Bellissimo.


director




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