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18.6.07

About Disco Drive

In testa ho ancora le sensazioni incredibili del breve concerto dei Disco Drive di venerdì scorso al Volume Summer Festival.

Qualcosa di incredibile. I Disco Drive sviscerano totalmente il concetto di canzone a cui siamo abituati, per stravolgerla. I Disco Drive del primo album (un signor disco tra l'altro) sono un altro gruppo. E non per il cambio di bassista, ma proprio per un evoluzione stilistica. Anzichè adagiarsi sul fortunato filone punk-funk che tanto piace in questi ultimi anni vanno ad esplorare nuovi orizzonti.
E qui mi è venuta in mente una considerazione importante. A memoria mi vengono in mente tre tipi di situazioni: il gruppo che al secondo album (ma anche al terzo e al quarto...) non fa altro che un disco fotocopia del precedente, talvolta anche riuscendo a riscuotere consensi; poi c'è il gruppo che cambia "genere" ma delude (mi viene in mente il discorso legato al terzo disco degli Strokes); infine c'è il gruppo che cambia genere e convince.

Però di quest'ultima situazione ci sono pochissimi esempi secondo me. Azzarderei OK Computer dei radiohead, che però consensi unanimi non ne ha avuti. Io stesso preferisco The Bends di mille lunghezze.

Forse anzichè spiegare ho creato ancora più confusione.

Il succo del discorso che voglio fare è questo: i Disco Drive venerdì hanno suonato alcuni dei pezzi che ci saranno sul loro secondo album in uscita a settembre. Sono convinto che sarà una bomba. I pezzi sono qualcosa di travolgente. Doppia batteria, chitarra suonata come non fosse una chitarra, basso percussivo, effetti sonori, loop, drum machine e diavolerie che io manco conosco. Il tutto senza essere un inutile muro di suono barocco e ridondante. Null'affatto. Siamo alla soglia massima, alla vetta più alta in termini qualitativi di cosa può essere un folle ma ragionatissimo muro di suono. Meglio dei Battles. Veramente. Certe sensazioni live che ho provato venerdì scorso non le provavo dalla data dei Death From Above 1979!

Che sia la volta buona che il mio disco dell'anno sia finalmente un disco italiano. Ci conto

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