Naufragio sull'isola del tesoro / E' solo febbre Ottima intro: i nuovi pezzi si dimostrano adattissimi al palco, allestito con l'inquietante immagine di copertina di "I milanesi ammazzano il sabato". E' solo febbre, in particolare, a mio avviso assume un senso più profondo rispetto all'album.
La vedova bianca Dopo tre anni è già un classico. Clap your hands and say "è sbagliato ma ci rende simili".
Punto G "Questo è un pezzo un po' vecchiotto", introduce Manuel. Devo dire che si conserva maledettamente bene.
Riprendere Berlino Già in alta rotazione sulle radio, Riprendere Berlino viene eseguita quasi sottotono: rispetto ai pezzi immediatamente precedenti, gli Afterhours mi sembrano quasi a disagio nell'approfittare di questo "singolaccio/rigore a porta vuota/probabile tormentone se non abitassimo in un paese del terzo mondo". Tutte le qualità del pezzo non vengono perse nell'esecuzione dal vivo; personalmente, lo ritengo un pezzo 'primaverile' nel vero senso del termine: pur essendo accattivante e positivo come incedere, ha un tot di "acquazzoni improvvisi" nascosti tra le righe, da affrontare con il giusto atteggiamento.
Voglio una pelle splendida "Siamo qui, alla vostra destra". L'occhio di bue illumina l'uscita della gradinata laterale: gli Afterhours sono schierati lì ad eseguire uno dei loro pezzi imprescindibili. Sing-along collettivo, ma ben eseguito. Brividi lungo la colonna vertebrale. Peccato solo che la resa acustica "del coro" peggiori sensibilmente (maledetto pala-sticazzi, cambia più nomi di Prince ma l'acustica rimane sempre la solita schifezza).
Non sono immaginario Purtroppo non ho fatto in tempo a registrare la dedica iniziale: "...questo è un pezzo dedicato ad una persona che ha sofferto molto, ma grazie alla sua sofferenza abbiamo trionfato tutti, quest'uomo è Marco Materazzi". La maglietta dell'Inter indossata da Manuel attira una piccola serie di fischi, ma poco dopo entra Prette con quella del Manuel con la maglietta delll'Inter e dopo poco entra Prette con quella del Milan, ed il pezzo - anche se in versione 'lenta ed acustica' si giova di una serie di scenette. Chiusura: "se andiamo d'accordo noi dopo vent'anni, potete farlo anche voi".
Varie ed eventuali: - Ottima scaletta, ben equilibrata. Peccato solo che forse si tratterà di una delle ultime date di Dario, in procinto di spingere sui Lombroso lasciando così il gruppo; "cantategliela tutta", intima al pubblico Manuel Agnelli. Il pubblico esegue gli ordini alla perfezione. - Ospiti di alto livello: John Parish (poi chiamato ad eseguire For what it's worth) e Cesare Basile (che eseguirà poi una buona metà di "Cortez The Killer) - Dovrei smetterla di passare così tanto tempo a riprendere clip video per gli amici assenti, anche se in questi casi lo zoom 10x serve pure a me. - L'atmosfera si è davvero alleggerita, rispetto ai due tour precedenti. Meno male.
1) Troverò ancora un biglietto per la data degli Afterhours a Milano? Dopo il soldout di Roma, temo il peggio. Stranezze: è la prima volta che mi capita di divorare un loro album prima ancora di aver sentito i nuovi pezzi dal vivo. In passato mi capitava addirittura di macinare qualche centinaio di km in solitaria - pur di sentirli dal vivo - per poi snobbare l'album per mesi, una volta tornato a casa. Con I Milanesi Ammazzano Il Sabato tutto è cambiato e Riprendere Berlino è il degno commento a questa strana primavera:
2) La selezione "brani preferiti" su last.fm ti permette di recuperare cose che altrimenti avresti completamente dimenticato. Nonostante abbia superato un'insana passione passata per talune cover (qui l'omissis è d'obbligo), il 2005 mi ha regalato una bellissima versione di Wicked Game rifatta dai Giant Drag, perfetto esempio di come uno standard riesce a rinnovarsi nel corso degli anni, anche grazie ad una voce femminile adattissima all'umore del pezzo. Ri-eccola qui:
3) The Bishops, parliamone. Sono combattuto tra il ritenere superfluo un simile progetto passatista ed il limitarmi ad apprezzare - e molto - alcune loro cose. Tipo Carousel, qui in versione live: